
LIVE AT BIRDLAND
Ecm, distr. Ducale
Un disco che parte da una frequentazione ultra-decennale, propiziata allora da Charlie Haden e Lee Konitz per fare conoscere essenzialmente al mercato americano un giovane e quasi debuttante Mehldau, rimasto in ogni caso più familiare al pubblico europeo. Da allora le chances per suonare insieme non sono capitate di frequente, ma ogni volta che è stato possibile ha sempre rappresentato qualcosa di speciale a detta degli stessi protagonisti, che si sono ritrovati un paio di anni fa in uno dei nomi di culto della grande mela per questo live organizzato senza alcun tipo di preparazione tranne l'intesa comune di suonare temi familiari. Una dicotomia vicina all'indomito spirito Ecm soprattutto nella prima parte, anche se gli standard suonati dal trio di Jarrett hanno vergato una storia a parte. Qui il leader tacito pare essere Konitz, che superata la fatidica soglia degli 80 anni suona ancora più cerebrale (e rigoglioso) che mai, anche se è proprio il tormentato pianista di Jacksonville ad inanellare alcune pregevoli sortite come ribadito in You Stepped Out of a Dream e Lullaby Of Birdland. Evitando giri armonici troppo abusati i magnifici quattro lavorano invece su frammenti tematici, input ritmici e sequenze di accordi non troppo rassicuranti per tenere alto quel livello di ascolto reciproco che li aveva già visti eccellere nelle loro carriere individuali. I Fall in Love Too Easily ne rappresenta forse l'emblema, con quel tema struggente, impossibile da dimenticare, sviluppato magistralmente sotto le insegne di un free quieto e lucido nella perfetta sponda offerta dagli altrettanto inossidabili Haden e Motian. Libertà, ardore e coerenza, ben pochi oggi sanno (ancora) suonare così.