CHARTS

Gennaio 2012

  1. Live at Birdland
    Lee Konitz
    Ecm
    Konitz Mj_red_small
    Blue_line
  2. Bitches Brew (40th Anniversary Collection)
    MIles Davis
    Columbia
    Miles
    Blue_line
  3. Tutu rivisited
    Marcus Miller
    Dreyfus
    Marcus Miller Tutu Revisited
    Blue_line
  4. Chamber Music Society
    Esperanza Spalding
    Heads Up
    Esperanza
    Blue_line
  5. What it's alla about
    Pat Metheny
    Nonesuch
    Metheny
    Blue_line
  6. Big band!
    Stefano Bollani
    Verve
    Bolla
    Blue_line
  7. Standing on the rooftop
    Madeleine Peyroux
    Emarcy
    Peyroux
    Blue_line
  8. Duo
    Bugge Wesseltoft
    Jazzland
    Wesse
    Blue_line
  9. When the heart emerges glistening
    Ambrose Akinmusire
    Blue Note
    Akinm
    Blue_line
  10. Mistico Mediterraneo
    Paolo Fresu
    Ecm
    Mistico
    Blue_line

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Schumacher BANG MY CAN
Pascal Schumacher Quartet
Enja, distr. Egea

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Recensioni

Schumacher
BANG MY CAN
Pascal Schumacher Quartet
Enja, distr. Egea

Tracce

Inspector / Water Like Stone / Elmarno / Seven Fountains / Bang My Can / A Fisherman's Tale / Metamorphosis / 30 Little Jelly Beans / Taubenturm / No Dance On Volcano Ashes / Ghosttrackmusic 


Formazione

Pascal Schumacher (vibrafono, glockenspiel); Franz von Chossy (pianoforte); Christophe Devisscher (contrabbasso); Jens Düppe (batteria)


Tra le fattezze più originali del jazz di oggi, tra gli aspetti che lo rendono così unico, c’è il modo in cui l’ibridazione e l’ombra di molteplici riferimenti si trovano combinate nell’opera dei musicisti. Nel calibrare il gioco delicato e mutevole tra le reazioni chimiche possibili, Pascal Schumacher, vibrafonista del Lussemburgo con quattro dischi alle spalle, ha saputo cogliere l’estensione spazio-temporale delle possibili gradazioni sonore del suo strumento. Il linguaggio su cui il quartetto si muove è particolarmente intrigante, giovane e illuminante; il sound è intriso di aumenti di velocità e repentini decelerazioni. Nel fluire della musica passa anche la tradizione afroamericana, sia quella più strutturata che la concezione improvvisata di creazione di atmosfere. Tutto funziona, anche l'alchimia tra i quattro, altro elemento qualificante del disco.


red
Luglio 2011