

Urban Poetics / Milton / Blurred Vision / Light-Hearted / Goose / Grey Light / Bullfrog / Kilgore Trout / Slipway / Float / Grey Light
Sandro Zerafa (chit.), Laurent Coq (p.), Yoni Zelnik (cb.), Karl Jannuska (batt.)
“Urban Poetics” è il risultato di un brainstorming tra ottimi musicisti, capitanati da un leader che sa quel che vuole
Basta solo un brano per carpire qualche segreto delle poetiche di Zerafa, chitarrista maltese, che qualcuno ricorderà nell’European 4tet di Nico Gori. L’iniziale Urban Poetics ha il dono dell’immediatezza ed esclude ogni “periodo di ambientamento”: si è subito “dentro” al Cd, con melodie incisive, accelerazioni repentine e conseguenti frenate fino alla coda, che fa un po’ il verso a Chick Corea (diverso il finale di Milton, che ricorda stratagemmi di un certo jazz newyorkese). Schietta, diretta e venata di vintage, la chitarra del leader trova il proprio complemento in una scrittura che trasuda modernità e gioca con tempi e ritmi per buona parte del disco, anche grazie all’intelligente alternanza di brani più lenti (Light Hearted, con il piano di Coq che appare e scompare, le versioni acustiche di Grey Light) ed altri più vivaci (Goose, Slipway e Bullfrog, dove il bop viene proiettato nel 2011). Va spesa qualche parola per i musicisti del quartetto. Coq, probabilmente il più americano dei pianisti francesi, marca stretto Zerafa, e così pianoforte e chitarra si incrociano che è una meraviglia. Zelnik e Jannuska compongono una ritmica che sa contrarsi e rilasciarsi a seconda dei brani e dei singoli frangenti. In poco più di cinquanta minuti, Zerafa ha intagliato undici brani avvincenti e per nulla scontati, che sapranno soddisfare tanto i fan della chitarra quanto gli amanti della composizione.